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Il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), o Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alla Frontiera, è una misura introdotta dall’Unione Europea per contrastare la “fuga di carbonio” e promuovere la riduzione globale delle emissioni di CO₂. Il suo obiettivo è garantire che i prodotti importati nell’UE rispettino gli stessi standard ambientali dei beni prodotti all’interno del mercato europeo, creando condizioni di concorrenza eque e sostenibili.

Nella fase iniziale, il CBAM si applica a specifici settori industriali ad alta intensità di emissioni:

  • cemento
  • ferro e acciaio
  • alluminio
  • fertilizzanti
  • elettricità
  • idrogeno


In futuro, il meccanismo potrà estendersi anche ad altri comparti produttivi con un impatto ambientale significativo.


Come funziona

Il funzionamento del CBAM si basa sull’obbligo, per gli importatori europei, di dichiarare le emissioni di carbonio incorporate nei prodotti importati da Paesi extra-UE. Con la recente modifica del regolamento 956/23 a partire dal 2027, gli importatori dovranno acquistare certificati CBAM, calcolati in base al prezzo del carbonio vigente nel sistema europeo di scambio delle quote di emissione (EU ETS). In questo modo, il costo del carbonio associato ai prodotti importati sarà allineato a quello sostenuto dai produttori europei, evitando vantaggi competitivi basati su minori vincoli ambientali.

Fase transitoria (2023–2025)
Dal 1° ottobre 2023 è in vigore la fase transitoria del CBAM. In questo periodo le imprese non devono sostenere costi, ma sono obbligate a trasmettere
trimestralmente alla Commissione Europea i dati relativi:

  • alle emissioni dirette e indirette dei prodotti importati,
  • al Paese di origine,
  • e alle quantità commercializzate.

Questa fase serve a preparare le aziende all’entrata in vigore definitiva del meccanismo, prevista per il 1° gennaio 2026.

Dal 2026: piena operatività
Con la piena applicazione, le aziende importatrici dovranno:

  • registrarsi come dichiaranti CBAM;
  • acquistare e detenere certificati CBAM in proporzione alle emissioni dei beni importati; (PROROGATO A FEBBRAIO 2027)
  • presentare annualmente una dichiarazione ufficiale delle emissioni incorporate. (PROROGATO ENTRO 31 MAGGIO 2027)

Il mancato rispetto delle nuove regole potrà comportare sanzioni e restrizioni sulle importazioni.

Implicazioni per le imprese
L’introduzione del CBAM richiede alle aziende una maggiore trasparenza e tracciabilità dei dati ambientali lungo tutta la filiera. Sarà quindi fondamentale sviluppare sistemi di monitoraggio delle emissioni, raccogliere informazioni precise dai fornitori esteri e adottare strategie di decarbonizzazione efficaci. Allo stesso tempo, il CBAM rappresenta un’opportunità per tutte le imprese che puntano su processi produttivi sostenibili e innovativi.

Come prepararsi
Per affrontare al meglio la transizione, è consigliabile:

  • analizzare la propria catena di fornitura e individuare i prodotti soggetti a CBAM;
  • implementare strumenti digitali per il calcolo e la rendicontazione delle emissioni;
  • collaborare con consulenti e partner specializzati nella compliance ambientale e nella gestione dei dati CBAM.

Il CBAM segna un passo decisivo verso un’economia europea più sostenibile e competitiva. Adeguarsi a questo nuovo quadro normativo non significa solo rispettare un obbligo, ma anche investire nel futuro dell’impresa, migliorando la reputazione ambientale e la solidità del proprio business.

Considerata la complessità della normativa, CIS offre a propri clienti selezionati un servizio di consulenza specifica a sulla materia e sugli adempimenti programmati.